Twitter, quando i messaggi influenzano i comportamenti

Alcuni analisti dicono che oggi Twitter è arrivato a mezzo miliardo di iscritti. Il dato non è però confermato dalla società che lo ha creato, che mantiene da sempre un riserbo sui propri dati, svelando però ufficialmente che il numero di iscritti attivi (con almeno un “tweet” al mese) era 100 milioni lo scorso settembre e 50 milioni quelli attivi almeno una volta al giorno, il 55% in mobilità. Per quel che mi riguarda, sono tre anni che lo utilizzo con il mio account @fabiofabbi ; il sito di analisi Twopcharts dice che sono l’utente numero 37.386.601 dal 21 marzo 2006, giorno di partenza del servizio. In Italia non è proprio popolarissimo, considerando che proprio oggi, secondo Twopcharts, gli utenti attivi qui sarebbero 14.402. Mi sembra di essere in una riserva indiana, come ai tempi di Internet nel 1995!

Twitter Fabio Fabbi Movantia
Il boom di questo servizio a cavallo tra un Sms e un Messenger, che ha inaugurato la categoria dei microblog, è notevole. C’è chi l’ha utilizzato per risvegliare le coscienze nei paesi totalitari, chi per aggiornarci sui terremoti, chi per chiamarci a raccolta per una causa o una protesta, chi per ritrovare una figlia che non vedeva da 10 anni, chi per convincerci a votare per lui. Io lo uso per registrare appunti, ricerche, pensieri di marketing, mettendoli a disposizione anche di altri attraverso i collegamenti con le pagine Facebook e LinkedIn di Movantia. E’ bello seguire quel che dicono i potenti della Terra, così come gli amici da una vita, seguendo quelle tracce indelebili fatte di 140 caratteri al massimo. E’ un software che unisce le persone e che può anche orientare le idee, come tutti i social media.

E’ facile raccontare, commentare, informare con Twitter. Nel Web 1.0 occorreva avere il proprio sito. Poi si è passati al blog. Ora questo microblog è così semplice da usare e immediato che sta diventando una fonte e un archivio di notizie preziosissimo. Può essere così potente da influenzare alcuni comportamenti: qualche fondo americano segue i tweet-chiave per decidere gli investimenti da fare, qualche analista politico “legge” gli umori tra gli schieramenti, qualche industriale studia le mosse del suo mercato. In quel mondo fatto di poche parole c’è scritto tanto, in realtà. Alcune volte lo si usa come sfogo, altre per dare informazioni precise. L’emotività che esce da Twitter è uno dei fattori del suo successo e c’è chi per mestiere è in grado di trarne informazioni utili, come il professor Johan Bollen, che analizza il contenuto di Twitter misurando l’umore negativo e positivo classificandolo in 6 categorie (Calm, Alert, Sure, Vital, Kind, and Happy) e incrociando i dati storici di borsa per prevederne l’andamento immediato.

Le regole per utilizzare Twitter sono semplici. Dopo esservi iscritti, dovrete cercare le persone amiche e quelle interessanti da “seguire”. Sulla vostra Home avrete dei suggerimenti di amici e di argomenti attuali da seguire, mentre sulla destra trovate l’elenco di tutti i messaggi scritti dalle persone “amiche”. C’è chi ritrova vecchi conoscenti, chi i contatti di business. In fondo, tutti siamo alla ricerca del dialogo. Con la “@” seguita dal nome possiamo citare qualcuno, con il “#” seguita da una parola chiave possiamo trovare tutti i tweet su quell’argomento. Possiamo installarlo sul nostro smartphone. Possiamo collegarlo al nostro profilo Facebook, dove così appariranno i tweet. Ogni messaggio non può superare i 140 caratteri, link compresi. Twitter li accorcia in automatico, ma quando li inserite conta tutti i caratteri dell’URL originale. E’ possibile allegare foto e video. Quasi tutti quelli che “contano” hanno un account, io sono un’eccezione😉 , quindi potete cercare a volontà tra politici, cantanti, sportivi, brand e quant’altro.

Difficile tenere traccia statistica di tutto il vostro Twitter-mondo, ma è appena uscito uno strumento di analisi molto interessante: SocialBro. Permette analisi complesse su quanto sta accadendo attorno al vostro account, su qual è l’orario migliore per tweetare, per gestire liste e tanto altro. Insomma, per i fanatici e per i marketer è lo strumento ideale. Quindi, benvenuti a tutti e mi raccomando, seguiamoci!

Fabio Fabbi

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