Twitter negli eventi: qualche nota.

Eccoci nella location del nostro evento aziendale, con tanta gente che entra guardandosi attorno con molte aspettative. Tutti subito alla ricerca del desk ospitalità e di qualche indicazione logistica. Ora pensiamo a quando abbiamo lanciato l’evento, comunicando a tutti il “save the date” con le prime informazioni. Il sito, l’email che vi linka, forse qualche annuncio media, sicuramente il desiderio di coinvolgere quelli che diventeranno i partecipanti. Prima, durante e dopo, le conversazioni si sommano, si moltiplicano, si accavallano. Ecco, immaginiamo di trovarci tra gli orchestrali prima di un concerto, quando ognuno prova il suo strumento. L’insieme dei diversi suoni fonde insieme le note senza dar loro una melodia. Lo stesso capita con le conversazioni, dove ci vuole un orecchio fino che individui quella da ascoltare, la più interessante e pertinente. Essendo molte di queste conversazioni anche digitali, occorre pianificare l’uso di strumenti come Twitter, un modo per incanalare i flussi informativi prima, durante e dopo l’evento. chiaramente le indicazioni su quali siano le più utili ai vari tipi di pubblici ospiti. Ben prima che l’evento abbia luogo, predisponiamo un “event hashtag”, che è l’abbreviazione Twitter dell’evento. Il World Economic Forum è ad esempio #WEF.

Questo canale Twitter può essere utilizzato da chiunque, a partire dal lancio dell’evento fino a prescindere dal fatto che le persone siano effettivamente presenti durante l’evento, in modo che possano partecipare alle conversazioni che si inseriscono nel canale Twitter dedicatogli. I canali digitali servono alle persone per discutere di argomenti correlati all’evento, se ricorrente, tutto l’anno. Ovviamente vanno popolati di informazioni, non troppe ma neppure sporadiche, con citazioni degli speaker, statistiche e spunti interessanti e utili. Anche in Italia lo “tweeting” negli eventi sta prendendo piede, grazie agli smartphone e ai tablet, perché permette aggiornamento e dialogo. Nel caso di sessioni parallele, un flusso di tweet interessanti gestiti durante gli speech può spostare partecipanti da una sala all’altra, creando un effetto virale sui frammenti più interessanti, grazie alla funzione “re-tweet”. Avere il feed Twitter integrato in alcuni schermi o totem ben visibili agevola l’interesse e aumenta l’attenzione ai temi dell’evento.
Nel sito dell’evento occorre includere il feed Twitter direttamente sulla home page, per leggere quello che dicono gli altri. Il valore di questi tweet è così prezioso che si potrebbe anche offrire benefit a coloro che tweetano di più. Ma ancora più importante è il fatto che Twitter aiuta a creare una trama narrativa che i partecipanti possono seguire, dando a tutti l’impressione di prender parte ad una grande conversazione. Questo aiuta il legame tra il pubblico e l’evento agevolando la socializzazione ben prima di incontrarsi di persona.

Il 2011 è stato l’anno di Twitter. Questo strumento molto simile agli Sms, che permette l’invio di brevi testi (massimo 140 caratteri spazi inclusi), inclusi link, foto e localizzazione, ha guadagnato la scena dei social networks anche per utilizzi business. Niente di comparabile in termini di numeri a Facebook o Linkedin, ma il suo stile molto “smart” ha catturato le persone che contano.

Lo staff Movantia

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