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	<title>MOVANTIA - Blog</title>
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		<title>Twitter, quando i messaggi influenzano i comportamenti</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 10:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni analisti dicono che oggi Twitter è arrivato a mezzo miliardo di iscritti. Il dato non è però confermato dalla società che lo ha creato, che mantiene da sempre un riserbo sui propri dati, svelando però ufficialmente che il numero di iscritti attivi (con almeno un &#8220;tweet&#8221; al mese) era 100 milioni lo scorso settembre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=252&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni analisti dicono che oggi Twitter è arrivato a mezzo miliardo di iscritti. Il dato non è però confermato dalla società che lo ha creato, che mantiene da sempre un riserbo sui propri dati, svelando però <a title="Twitter Blog Ufficiale" href="http://blog.twitter.com/2011/09/one-hundred-million-voices.html" target="_blank">ufficialmente </a>che il numero di iscritti attivi (con almeno un &#8220;tweet&#8221; al mese) era 100 milioni lo scorso settembre e 50 milioni quelli attivi almeno una volta al giorno, il 55% in mobilità. Per quel che mi riguarda, sono tre anni che lo utilizzo con il mio account <a title="Twitter Fabio Fabbi Movantia" href="https://twitter.com/fabiofabbi" target="_blank">@fabiofabbi</a> ; il sito di analisi <a title="Twopcharts" href="http://twopcharts.com/" target="_blank">Twopcharts </a>dice che sono l&#8217;utente numero 37.386.601 dal 21 marzo 2006, giorno di partenza del servizio. In Italia non è proprio popolarissimo, considerando che proprio oggi, secondo Twopcharts, gli utenti attivi qui sarebbero 14.402. Mi sembra di essere in una riserva indiana, come ai tempi di Internet nel 1995!</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2012/02/twitter.jpg"><img class="size-full wp-image-268 alignnone" title="Twitter Fabio Fabbi Movantia" src="http://movantia.files.wordpress.com/2012/02/twitter.jpg?w=594" alt="Twitter Fabio Fabbi Movantia"   /></a><br />
Il boom di questo servizio a cavallo tra un Sms e un Messenger, che ha inaugurato la categoria dei microblog, è notevole. C&#8217;è chi l&#8217;ha utilizzato per risvegliare le coscienze nei paesi totalitari, chi per aggiornarci sui terremoti, chi per chiamarci a raccolta per una causa o una protesta, chi per ritrovare una figlia che non vedeva da 10 anni, chi per convincerci a votare per lui. Io lo uso per registrare appunti, ricerche, pensieri di marketing, mettendoli a disposizione anche di altri attraverso i collegamenti con le pagine <a title="Facebook Movantia ConsapevolMente" href="http://www.facebook.com/consapevolmente" target="_blank">Facebook </a>e <a title="LinkedIn Movantia ConsapevolMente" href="http://www.linkedin.com/groups?gid=2947481" target="_blank">LinkedIn </a>di Movantia. E&#8217; bello seguire quel che dicono i potenti della Terra, così come gli amici da una vita, seguendo quelle tracce indelebili fatte di 140 caratteri al massimo. E&#8217; un software che unisce le persone e che può anche orientare le idee, come tutti i social media.</p>
<p>E&#8217; facile raccontare, commentare, informare con Twitter. Nel Web 1.0 occorreva avere il proprio sito. Poi si è passati al blog. Ora questo microblog è così semplice da usare e immediato che sta diventando una fonte e un archivio di notizie preziosissimo. Può essere così potente da influenzare alcuni comportamenti: qualche fondo americano segue i tweet-chiave per decidere gli investimenti da fare, qualche analista politico &#8220;legge&#8221; gli umori tra gli schieramenti, qualche industriale studia le mosse del suo mercato. In quel mondo fatto di poche parole c&#8217;è scritto tanto, in realtà. Alcune volte lo si usa come sfogo, altre per dare informazioni precise. L&#8217;emotività che esce da Twitter è uno dei fattori del suo successo e c&#8217;è chi per mestiere è in grado di trarne informazioni utili, come il professor Johan Bollen, che <a href="http://www.wired.com/wiredscience/2010/10/twitter-crystal-ball/" target="_blank">analizza il contenuto di Twitter</a> misurando l&#8217;umore negativo e positivo classificandolo in 6 categorie (Calm, Alert, Sure, Vital, Kind, and Happy) e incrociando i dati storici di borsa per prevederne l&#8217;andamento immediato.</p>
<p>Le regole per utilizzare Twitter sono semplici. Dopo esservi iscritti, dovrete cercare le persone amiche e quelle interessanti da &#8220;seguire&#8221;. Sulla vostra Home avrete dei suggerimenti di amici e di argomenti attuali da seguire, mentre sulla destra trovate l&#8217;elenco di tutti i messaggi scritti dalle persone &#8220;amiche&#8221;. C&#8217;è chi ritrova vecchi conoscenti, chi i contatti di business. In fondo, tutti siamo alla ricerca del dialogo. Con la &#8220;@&#8221; seguita dal nome possiamo citare qualcuno, con il &#8220;#&#8221; seguita da una parola chiave possiamo trovare tutti i tweet su quell&#8217;argomento. Possiamo installarlo sul nostro smartphone. Possiamo collegarlo al nostro profilo Facebook, dove così appariranno i tweet. Ogni messaggio non può superare i 140 caratteri, link compresi. Twitter li accorcia in automatico, ma quando li inserite conta tutti i caratteri dell&#8217;URL originale. E&#8217; possibile allegare foto e video. Quasi tutti quelli che &#8220;contano&#8221; hanno un account, io sono un&#8217;eccezione <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  , quindi potete cercare a volontà tra politici, cantanti, sportivi, brand e quant&#8217;altro.</p>
<p>Difficile tenere traccia statistica di tutto il vostro Twitter-mondo, ma è appena uscito uno strumento di analisi molto interessante: <a title="SocialBro" href="http://www.socialbro.com" target="_blank">SocialBro</a>. Permette analisi complesse su quanto sta accadendo attorno al vostro account, su qual è l&#8217;orario migliore per tweetare, per gestire liste e tanto altro. Insomma, per i fanatici e per i marketer è lo strumento ideale. Quindi, benvenuti a tutti e mi raccomando, seguiamoci!</p>
<p><em>Fabio Fabbi</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/252/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=252&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Brand engagement: cosa significa, in pratica?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 19:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2012/02/engagementrings.jpg"><img class="size-full wp-image-255 aligncenter" title="Engagement" src="http://movantia.files.wordpress.com/2012/02/engagementrings.jpg?w=594" alt="Brand Engagement Movantia"   /></a></p>
<p>In questi giorni, i brand sono molto preziosi. Spesso pensiamo e ripensiamo tutti alla definizione precisa del termine &#8220;brand engagement&#8221; e di quanto esso impatti sul rapporto tra consumatori e marca. Certo, ogni brand desidera impegnarsi per stabilire un dialogo con i suoi clienti, oggi piu&#8217; che mai. E noi di Movantia, come agenzia, dobbiamo interpretare assieme al nostro cliente come i consumatori agiscono e reagiscono a chi desidera avere un dialogo con loro. Ma cosa significa esattamente ciò? Come è possibile costruirlo? È misurabile? È reale? Perché è a volte così difficile coglierne l&#8217;essenza?</p>
<p>&#8220;Engagement&#8221; è una delle parole più abusate oggi nel marketing e sicuramente le marche devono essere attente a seguire alcuni principi guida per raggiungere i clienti in ogni fase della loro decisione d&#8217;acquisto. I consumatori e gli utenti business vanno conosciuti in maniera approfondita, sia nei comportamenti che nelle loro abitudini e desideri. Però, per coinvolgere in modo efficace il target non basta la volontà dei brand, perché non tutti i clienti vogliono impegnarsi con tutte le marche. Anche se con la proliferazione di canali e dispositivi disponibili i clienti possono realmente avvicinarsi a marchi centinaia di volte tramite diversi punti di contatto, non è detto che scatti la scintilla dell&#8217;engagement, di quel dialogo stretto fatto di ascolto, di azioni e di rispetto. Parliamo di un&#8217;opportunità che se venisse trascurata potrebbe costare quote di mercato anche significative.</p>
<p>La migliore forma di engagement è operare per rendere la marca memorabile e per raggiungere i consumatori attraverso comunicazioni a due vie. Occorre stabilire un rapporto di reciproco rispetto dove la soddisfazione delle esigenze e delle aspettative arrivi a costruire in modo solido un forte impatto sul processo decisionale, per un coinvolgimento reale tra le parti. Facile da dire, difficile da farsi: prima di investire tempo e budget nei canali e nei modi sbagliati è necessario chiedersi chi si sta cercando di coinvolgere e con quale obiettivo. D&#8217;altro lato, è chiaro che le marche che mancano di significato e di differenziazione sono punite dai consumatori.</p>
<p>Ogni individuo sa di appartenere a una comunità, indipendentemente dalle pagine Facebook o Twitter dei loro brand, o dagli eventi a cui partecipano. Ognuno di noi esprime una personalità che proprio i marchi hanno contribuito a crearci e per alcuni il desiderio di engagement viene naturale perché i prodotti che amiamo sono come accessori indispensabili del nostro essere, delle protesi utili a mostrare agli altri chi siamo (o meglio, chi vorremmo essere). L&#8217;aggregarsi a una pagina Facebook significa quindi dichiarare apertamente di far parte della comunità, con la sensazione di essere a contatto con chi condivide la stessa passione in giro per il mondo. Per esempio, Ducati, che su Twitter conta quasi 50.000 followers, alimenta il suo mondo con anticipazioni, notizie, proposte. Emergency racconta quel che fa a chi la sostiene. Persino i biscotti Pan di Stelle gratificano i propri consumatori (ben 1.500.000 su Facebook) ospitando le loro ricette ed esperienze varie. E l&#8217;accesso ai social network dagli smartphone sta alimentando queste abitudini in modo esponenziale, perché il desiderio d&#8217;affetto digitale moltiplica il valore di ogni community.</p>
<p>Esiste una formula per definire l&#8217;engagement, creata dall&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Advertising_Research_Foundation">Advertising Research Foundation</a>, di cui conosco bene Stephen Rappaport, autore del libro &#8220;Listen First&#8221; edito in Italiano da Hoepli, per cui Movantia ha organizzato recentemente il lancio:</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2012/02/20120217-111010.jpg"><img class="alignnone size-full" src="http://movantia.files.wordpress.com/2012/02/20120217-111010.jpg?w=594" alt="20120217-111010.jpg" /></a></p>
<p>Il valore di una community, nella logica &#8220;social&#8221;, può essere moltiplicato attivando un modello di engagement fuori e dentro la rete: tutto passa attraverso le attività che i brand debbono mettere in campo sul piano reale (eventi, tour, promozioni, &#8230;) e contemporaneamente su quello digitale (social media, digital marketing, &#8230;) sfruttando i canali emergenti, utilizzati sempre più dai target interessanti, con un occhio all&#8217;ottimizzazione dei budget. Noi di Movantia operiamo in questa direzione e i risultati per i nostri clienti sono evidenti.</p>
<p><em>Fabio Fabbi</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/245/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=245&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Licensing e brand equity, una risposta alla crisi</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 14:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attuale situazione economica italiana e più in generale quella occidentale fa riflettere ogni brand sulle opportunità da cogliere in un mercato dinamico ma recessivo. Lo stesso fa ogni piccola e media impresa che tenta un rilancio produttivo non avendo un proprio brand sviluppato correttamente, o non avendolo proprio mai creato. In entrambi i ruoli, il licensing è indubbiamente una soluzione che permette a un licensor (il brand che si concede) e a un licensee (l&#8217;azienda che lo prende in licenza) di tentare una nuova crescita anche in nuovi territori sfruttando un know-how e degli investimenti consolidati secondo una logica di aiuto reciproco, per ottenere mutui benefici.</p>
<p>Spesso però si assiste a uno scenario dove c&#8217;è chi non vuole prendere in considerazione il licensing e chi, pur essendone attratto, è spesso tentato di rifiutare un probabile business. Eppure, gli esempi sono davanti agli occhi ogni giorno: profumi, giocattoli, quaderni, telefoni portano in molti casi i brand che non appartengono loro direttamente, assumendone le caratteristiche a volte sportive, glam, luxury o casual che siano. Casi di successo e casi di scarso successo sono sempre presenti, ma la maggior parte dei marchi e dei produttori utilizza le licenze come un modo per costruire valore a lungo termine.</p>
<p>Alcuni marchi utilizzano le licenze per sviluppare più prodotti possibile (&#8220;merchandise-based&#8221;), altri le usano per sviluppare i prodotti più particolari possibili (&#8220;equity-based&#8221;). Benché si ritenga che quest&#8217;ultimo approccio generi di solito un maggiore ritorno sugli investimenti per i marchi di prodotti di consumo, entrambi possono essere il modo giusto per sostenere un brand. Scegliere il giusto approccio per un marchio è un primo passo importante nello sviluppo di un programma di successo di licenza.</p>
<p>I programmi di licensing di Coca-Cola e M&amp;M&#8217;s sono ottimi esempi: Coca-Cola offre ai licenziatari diversi &#8220;look&#8221; per ogni stagione dell&#8217;anno, non strettamente legati al prodotto o alla pubblicità; M&amp;M&#8217;s pretende invece la presenza delle sue caramelle-character in ogni licenza. Entrambi i marchi hanno l&#8217;obiettivo di realizzare prodotti in licenza ovunque possibile, per offrire ai consumatori nuovi modi infiniti per costruire i loro marchi nelle loro vite, riuscendoci. Un marchio premium, o con una forte personalità, farà meglio a rimanere con un approccio basato sull&#8217;equity. Ducati è tutt&#8217;e due al tempo stesso, e i prodotti in licenza che approva sono tutti unici e incarnano la forte personalità del brand stesso. L&#8217;approccio equity-based si traduce in prodotti di consumo distintivi, con un più alto ritorno sugli investimenti, sia dal punto di vista finanziario che di branding. E lo sforzo gestionale è allo stesso tempo inferiore.</p>
<p>Ogni produttore che desideri affermare il proprio know-how produttivo e distributivo può realizzare con successo programmi di licensing su larga scala, ma scegliendo il brand giusto: pochi marchi sono internazionali e noti, solo alcuni sono adatti a quella categoria di prodotto, quindi occorre uno studio mirato e strategico. Ma ogni grande brand noto in molte nazioni consente l&#8217;apertura di nuovi mercati con un investimento limitato e con tempi ridotti. E sappiamo quanto oggi sia importante guardare oltre i confini, oltre gli oceani, oltre il nostro continente.</p>
<p>Il lavoro di Movantia è questo: offrire nel brand licensing soluzioni per i licensor e i licensee con casi di successo provati e con una presenza in India e in Brasile, due dei paesi più promettenti per i prodotti e i marchi italiani. Offrendo in più un supporto di marketing nella presentazione e nel lancio del prodotto in licenza che solo pochissime agenzie a livello internazionale possono dare.</p>
<p><em>Fabio Fabbi</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/235/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=235&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>CambiaMenti: la formazione sugli strumenti 2.0 è un investimento utile e produttivo.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[2.0]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[corsi aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[formazione social network]]></category>

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		<description><![CDATA[La situazione generale attuale ci pone di fronte alla necessità di cambiamenti generalizzati nei processi legati al lavoro, per reagire e adattarci a un mercato dal contesto fortemente dinamico e competitivo. Il processo di cambiamento deve poter gestire le resistenze che fisiologicamente si generano quando nuovi strumenti e nuove procedure ci chiedono un&#8217;evoluzione professionale e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=227&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione generale attuale ci pone di fronte alla necessità di cambiamenti generalizzati nei processi legati al lavoro, per reagire e adattarci a un mercato dal contesto fortemente dinamico e competitivo. Il processo di cambiamento deve poter gestire le resistenze che fisiologicamente si generano quando nuovi strumenti e nuove procedure ci chiedono un&#8217;evoluzione professionale e personale, specie nelle modalità di comunicazione, offrendo spunti e conoscenze adeguate ai tempi. Tra gli argomenti più &#8220;caldi&#8221;, l&#8217;uso corretto dei social network e, più in generale, degli strumenti &#8220;2.0&#8243;.</p>
<p>Ciò che sta trasformando il Web in un fondamentale strumento di conversazione è in realtà anche un modo per coltivare e sviluppare business. Le conoscenze e le amicizie possono ampliarsi semplicemente attraverso dei click che trasformano incontri casuali in relazioni che possono divenire vere opportunità. L’aggregazione e la partecipazione che i professionisti e i manager attivano attraverso LinkedIn o Facebook serve a riallacciare vecchi contatti e a coltivarne dei nuovi in funzione di opportunità di lavoro, ma è anche una fucina di idee e di occasioni sotto forma di approccio al dialogo che va dal tipicamente professionale al puramente amichevole.</p>
<p>I social network sono strumenti potentissimi, capaci anche di attirare migliaia di appassionati dello stesso brand o di un comune passatempo, che diventano così forti da influenzare lo sviluppo di prodotti o da deciderne le sorti. La diffusione delle informazioni, siano esse positive o negative, è rapidissima e le conversazioni, seppur brevi, possono descrivere situazioni complesse. Una volta, gli internauti più evoluti avevano il proprio sito personale; ora occorre essere dentro ai social network più importanti: Facebook, SlideShare, LinkedIn, Twitter, eccetera. Ogni strumento, con le proprie particolarità, ci lascia esprimere in un modo diverso nei confronti delle persone, offrendoci l’opportunità di allacciare rapporti e conversazioni con amici di amici che diventano in breve tempo contatti diretti. La quantità e la qualità dei contatti decreta l’autorevolezza della persona. Lasciate al passato il pregiudizio (o il fatto) che fossero inizialmente strumenti frequentati dai teenager per agevolare relazioni sentimentali: oggi sono in larghissima parte presidiati da adulti che li usano per motivi di lavoro.</p>
<p>Le aziende più avanzate hanno già capito che una corretta presenza nei social network è fondamentale per la percezione che il mercato ha di loro, mentre si chiedono come poterli usare a proprio vantaggio. Qualche brand ha aperto un profilo, qualcun altro ci ha costruito un dialogo, mentre c’è chi lo utilizza come strumento di marketing non convenzionale. Tutti i manager vedono il declino dei media tradizionali e reagiscono con strategie digitali. Molti dirigenti e funzionari vi trovano lavoro; tanti professionisti costruiscono e coltivano contatti per nuove consulenze. Ma la consapevolezza di un aggiornamento all&#8217;uso di questi strumenti da parte di tutto il personale d&#8217;azienda è in molti casi ancora lasciato alla buona volontà individuale, con ampie dosi di autoapprendimento empirico. Questo non è produttivo e aumenta un divario intra-aziendale che rischia di &#8220;azzoppare&#8221; la struttura intera.</p>
<p>Il Web 2.0, quello partecipativo per intenderci, costruisce scenari che semplificano la gestione delle relazioni solo a chi sa usarli correttamente, secondo una strategia precisa. Gli elementi di base, anche quelli più avanzati, debbono essere associati a un’esperienza di utilizzo sul campo, perché tempi, linguaggi e modalità vanno articolati in modo adattivo ed evolutivo. Capita spesso di apprendere cose che non erano note su aziende o su persone amiche, proprio grazie a LinkedIn o Facebook, permettendoci di aumentare la qualità dell’informazione e la sua rilevanza. Professionalmente, i social network sono strumenti potentissimi, capaci di aprirci la via verso nuove conoscenze utili e verso nuovi mercati potenziali. Per molti, il loro corretto utilizzo ha significato in questo momento di crisi generale un modo per moltiplicare i contatti utili, per gestire la propria comunicazione, per aumentare le opportunità in modo colloquiale e rapido con costi contenutissimi. La capacità di costruire un dialogo <em>one-to-one</em> e <em>one-to-network</em> fa sì che quel senso dell’amicizia che lega chi è nel proprio network sociale riesca a cementare virtualmente persone che altrimenti non sarebbero in grado di gestire un numero così elevato di contatti. Il telefono e l’email non sono così potenti e rapidi nel raggiungere una massa di persone in poco tempo: i social network diventano così uno strumento di conversazione informale massivo, mentre email e telefono restano media di “rifinitura”, di dialogo più stretto e puntuale.</p>
<p>Insomma, il tempo e l&#8217;impegno dedicati all&#8217;aggiornamento delle risorse aziendali sugli strumenti 2.0 sono oggi più che mai un investimento utile e produttivo. Ecco perché Movantia, con la sua unità formativa, sta generando risultati nelle aziende in cui è intervenuta.</p>
<p><em>Fabio Fabbi</em></p>
<p><em>Nota: queste righe sono un aggiornamento <a title="Il parere di Fabio Fabbi, Consulente Marketing e Comunicazione per i Media interattivi e l’Entertainment" href="http://www.mediaduemila.it/?p=1402" target="_blank">dell&#8217;articolo apparso su Media Duemila il 3 novembre 2009</a></em><em>. Dopo oltre due anni, lo scenario viene qui ribadito e ampliato.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/227/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=227&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Grandi eventi, molto business. L&#8217;esempio Davos.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[davos]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[networking]]></category>
		<category><![CDATA[sponsorship]]></category>
		<category><![CDATA[world economic forum]]></category>

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		<description><![CDATA[Il World Economic Forum di Davos (in Tedesco si mette l&#8217;accento sull&#8217;ultima sillaba) è un evento noto per la qualità dei contenuti e dei relatori. Ecco perché gli organizzatori, oltre a obbigare le persone a inerpicarsi sulle Alpi innevate, chiedono agli sponsor anche mezzo milione di Euro per esserci. Già, i contenuti sono sicuramente interessanti, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=216&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il World Economic Forum di Davos (in Tedesco si mette l&#8217;accento sull&#8217;ultima sillaba) è un evento noto per la qualità dei contenuti e dei relatori. Ecco perché gli organizzatori, oltre a obbigare le persone a inerpicarsi sulle Alpi innevate, chiedono agli sponsor anche mezzo milione di Euro per esserci. Già, i contenuti sono sicuramente interessanti, ma la vera ragione per cui gli sponsor sono disposti a sborsare cifre simili per spazi angusti o per organizzare aperitivi come tanti altri ogni sera è il networking con le persone &#8220;giuste&#8221;.</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2012/01/borsadavos.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-222" title="Borsa Davos 2012" src="http://movantia.files.wordpress.com/2012/01/borsadavos.jpg?w=594" alt=""   /></a></p>
<p>Un dirigente che conosco aveva fatto ben 50 meeting in tre giorni, e non aveva ancora finito. Ogni anno ci va perché la densità di clienti e potenziali clienti presenti gli fa risparmiare sei mesi di viaggio attorno al mondo. Non gli interessano i contenuti, noiosi e affollati, ma i party che gli sponsor organizzano la sera, dei veri e propri motori di business. Solite tartine, soliti cocktail, spazi ristretti. Ogni sera sono almeno una decina, impossibile andare a tutti. Spesso si fa una toccata e fuga a quelle più meritevoli, a meno che non si incontri una persona di interesse (per il business, ovviamente) in una particolare, allora ci si ferma volentieri. Alcuni party si svolgono nell&#8217;hotel Belvedere, che ospita la conferenza, in salette che sorgono laddove non c&#8217;è mai stato nulla prima. Altri, più esclusivi, negli chalet privati.</p>
<p>E&#8217; chiaro quindi che se ci sono aziende come Audi, Google, CNBC, KPMG, Deloitte, Accenture, Bloomberg, Merril Lynch, The New York Times, Zurich e altre che investono per esserci, avranno un ritorno tangibile. Non siamo gli unici a pensare che i grandi eventi sono delle formidabili piattaforme per lo sviluppo del business. Spesso però i brand italiani sono poco attenti a queste dinamiche, perdendo di vista le opportunità di un mercato sempre più fatto di relazioni e di networking, reali e digitali, che di &#8220;telepromozioni&#8221;.</p>
<p><em>Fabio Fabbi</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/216/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=216&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Branded content e social media.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 18:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[fight for me]]></category>
		<category><![CDATA[movantia]]></category>
		<category><![CDATA[profumo]]></category>
		<category><![CDATA[video interattivo. youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Creative, simple and engaging messaging, with a solid emotional connection&#8221;: questa è la tendenza irreversibile della nuova comunicazione, che si tratti di eventi o di campagne social media. Per superare le barriere del rumore assordante, la comunicazione può reagire solo con lo stupore e il coinvolgimento. La lista che la società di ricerca Nielsen ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=163&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Creative, simple and engaging messaging, with a solid emotional connection&#8221;</em>: questa è la tendenza irreversibile della nuova comunicazione, che si tratti di eventi o di campagne social media. Per superare le barriere del rumore assordante, la comunicazione può reagire solo con lo stupore e il coinvolgimento. La <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/media_entertainment/nielsens-tops-of-2011-advertising/" target="_blank">lista che la società di ricerca Nielsen</a> ha appena pubblicato delle 10 migliori pubblicità americane in termini di spot e di branded integration del 2011 conferma proprio questo. Ecco perché quando Movantia ha proposto alla francese Perfume Holding una modalità inconsueta di lancio del nuovo profumo Ducati Fight For Me, l&#8217;idea ha subito trovato l&#8217;interesse dei manager parigini. Creando una storia semplice e comune, abbiamo progettato un vero film interattivo capace di generare un dialogo col target in un format di branded content da veicolare su YouTube.</p>
<p><strong>IL BRANDED CONTENT</strong><br />
&#8220;Branded Content&#8221; è sinonimo di contenuto editoriale dove il brand è protagonista. Una tecnica che fa parte della famiglia del product placement cinematografico e televisivo che da decenni viene utilizzato per finanziare le produzioni (in Italia solo dal 2004). Le aziende statunitensi hanno speso nel 2011 una media di 1,91 milioni di dollari per il branded content, secondo lo studio del <a href="http://www.customcontentcouncil.com/" target="blank">Custom Content Council</a>. Di questi, circa mezzo milione è stato speso su contenuti digitali e il 39% delle aziende prevede di aumentarne i budget.</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/bc.gif"><img title="Branded Content" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/bc.gif?w=325&#038;h=301" alt="" width="325" height="301" /></a></p>
<p><strong><br />
CONTENUTI BRANDIZZATI E SOCIAL MEDIA</strong><br />
I mass media possono ospitare un&#8217;integrazione dei prodotti in modo soft, dove il brand è poco evidente, per non cannibalizzare gli spot e per non debordare in un contenuto troppo asservito ai marchi. Nei social media, invece, il branded content può giocare un ruolo differente, dove l&#8217;evidenza del marchio non è un elemento di disturbo, ma a volte è un traino indispensabile. Se è vero che i social media sono ideali per generare un dialogo migliore coi propri clienti (<a title="Marketing e social media. Il caso Facebook e le previsioni di investimenti per il 2012.." href="http://movantia.wordpress.com/2011/12/19/marketing-e-social-media-il-caso-facebook/">vedi nostro articolo in proposito</a>), è altrettando vero che i contenuti online oggi sono sempre più alternativi alla televisione, dove il video sta giocando un ruolo molto forte.</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/video.gif"><img title="video" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/video.gif?w=325&#038;h=307" alt="" width="325" height="307" /></a></p>
<p><strong><br />
IL CASO FIGHT FOR ME</strong><br />
Partito sul mercato italiano, il film interattivo &#8220;Fight For Me&#8221; realizzato da Movantia per il lancio del nuovo profumo Ducati è privo di dialoghi e giocato sull&#8217;espressività dei tre protagonisti proprio per poter essere facilmente esportata su altri mercati europei. Nella storia, l&#8217;istinto guida i tre personaggi in modo differente secondo le scelte fatte direttamente dagli internauti: &#8220;lui&#8221;, il ragazzo combattuto tra &#8220;lei&#8221; e &#8220;l&#8217;altra&#8221;, si trova a fare delle scelte delegate a chi guarda il film, costruendo un percorso inaspettato e divertente. Ovviamente, il video è dedicato ai ragazzi, che dovranno scegliere tra il fascino sobrio di &#8220;lei&#8221; e quello intrigante dell&#8217;&#8221;altra&#8221;, ma anche alle ragazze, che dovranno immergersi nei pensieri di &#8220;lui&#8221; giocando un proprio ruolo lungo la narrazione interattiva. Sostenuto da una campagna online sui media in target, il video ha collezionato nelle prime ore centinaia di visualizzazioni.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-196" title="05" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/05.jpg?w=594" alt=""   /><em><a href="http://youtu.be/1Y5daqSCq54"><br />
Ducati Fight For Me &#8211; The interactive video</a></em></p>
<p>Questo progetto conferma la tendenza che vede i brand utilizzare i social media come uno strumento di marketing importante perché rispondente a logiche di dialogo e coinvolgimento di target sempre più ampi.</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/b2b.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-191" title="b2b" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/b2b.gif?w=594" alt=""   /></a></p>
<p>Così come è chiaro a tutti i responsabili marketing che i social media sono un canale da inserire nel mix, con una strategia fatta di attività consapevoli e non più sperimentali.</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/sm.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-202" title="sm" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/sm.gif?w=594" alt=""   /></a></p>
<p>Il mondo &#8220;2.0&#8243; nel 2012 sarà definitivamente uscito dalla voce &#8220;ricerca &amp; sviluppo&#8221; del Web, affrontando una maturità in grado di portare risultati certi e misurabili. Chi non se n&#8217;è ancora accorto è destinato a dover recuperare terreno molto presto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/163/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=163&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le 16 app indispensabili per ogni iPhone</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 20:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Utili & Futili]]></category>

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		<description><![CDATA[Da utenti iPhone molto curiosi e attivi, abbiamo selezionato le 16 applicazioni gratuite che ritieniamo irrinunciabili per questo fine 2011. 1. DROPBOX &#8211; Un hard disk remoto e gratuito da 2 GB (ampliabili) per avere a disposizione e condividere quasiasi tipo di file. Registratevi, create le vostre directories sul PC e inserite i file che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=169&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/iphoneapp1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-172" title="iphoneApp" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/iphoneapp1.jpg?w=594" alt=""   /></a></p>
<p>Da utenti iPhone molto curiosi e attivi, abbiamo selezionato le 16 applicazioni gratuite che ritieniamo irrinunciabili per questo fine 2011.</p>
<p>1. DROPBOX &#8211; Un hard disk remoto e gratuito da 2 GB (ampliabili) per avere a disposizione e condividere quasiasi tipo di file. Registratevi, create le vostre directories sul PC e inserite i file che potrebbero esservi utili. Oppure, create una directory da far accedere a chi volete: clienti, amici, parenti. Tutto è accessibile da PC, smartphone, tablet. E&#8217; un ottimo complemento al nuovo iCloud di iOS5. <a href="http://www.dropbox.com/" target="_blank">&gt;http://www.dropbox.com</a></p>
<p>2. DRAGON DICTATION &#8211; Quest&#8217;app ha dell&#8217;incredibile: riconosce in un istante e con grande precisione ciò che dite (scandendo bene le parole) e le trasforma in un testo scritto che può poi essere copiato, inserito con un click su un&#8217;email, su Facebook, su Twitter, su un Sms. Magico! <a href="http://itunes.apple.com/it/app/dragon-dictation/id341446764?mt=8" target="_blank">&gt;Recensione iTunes</a></p>
<p>3. TRADUTTORE GOOGLE &#8211; Per chi viaggia all&#8217;estero o per chi non ricorda esattamente il significato di quella frase o parola straniera, Google Traduttore è lo strumento ideale. Certo, qualche traduzione, specie nelle frasi, non è proprio fedele, ma l&#8217;aiuto è prezioso.</p>
<p>4. SHAZAM &#8211; Prima di provarlo non ci credevamo. Poi, dopo aver assistito al miracolo, abbiamo cercato di metterlo alla prova con i bootleg più rari degli anni &#8217;70. Erano anni che ci chiedevamo quale fosse il titolo di questa o quella canzone, ed ecco lo strumento che non solo vi dice titolo e artista &#8220;ascoltando&#8221; pochi secondi di un brano, ma vi permette con un link di acquistarlo su iTunes.</p>
<p>5. ILMETEO &#8211; Ne abbiamo consultati tanti in questi anni, ma l&#8217;affidabilità di questa app è davvero molto alta. In qualunque stagione e area geografica vi sa dire con ottima approssimazione il tempo che farà. Anche su web a <a href="http://www.ilmeteo.it/" target="_blank">http://www.ilmeteo.it/</a></p>
<p>6. TRIPIT &#8211; Per i viaggiatori senza segretaria al seguito, TripIt è un tool che tiene traccia del vostro itinerario con voli, hotel, mappe e tutto quello che vi permette non solo di caricare quello che già avete, ma di aggiungere ciò che vi serve, in mobilità.</p>
<p>7. BOOKING.COM &#8211; Secondo noi è il migliore strumento di booking alberghiero sia per velocità di consultazione e prenotazione, che per la convenienza economica. Anche su web a<a href="http://www.booking.com/" target="_blank"> http://www.booking.com/</a></p>
<p>8. PRONTOTRENO &#8211; E&#8217; una delle app più utilizzate in Italia, specie dagli utenti iPhone e iPad. Tanto che Trenitalia ha deciso di proporlo solo per iOS. Acquistare, consultare, modificare la prenotazione è semplicissimo quanto utilissimo.</p>
<p>9. AROUND ME &#8211; Riconosce la vostra posizione grazie al GPS integrato nel vostro iPhone (se abilitato) e vi aiuta trovando nelle vicinanze ciò che vi serve: un hotel (con camere disponibili e prezzo), un bancomat, una farmacia, un parcheggio, un pub, un ristorante, una stazione di servizio, eccetera eccetera. Distanze e mappe, più il numero di telefono. Come farne a meno?</p>
<p>10. MY FITNESS PAL &#8211; E&#8217; giunta l&#8217;ora di fare un po&#8217; di ginnastica. Inserite i vostri dati personali e datevi un obiettivo. Lui vi calcolerà cosa e quanto fare, segnalandovi le calorie bruciate e quelle che mancano all&#8217;obiettivo, tenendo conto dei progressi e mettendovi a confronto con altri amici che usano la stessa app. Per i pigri che stanno troppo davanti al computer&#8230;</p>
<p>11. TGCOM 24 &#8211; Rinnovato da poco, il servizio offre notizie in tempo reale, che potete personalizzare per ogni argomento di interesse. Versione testuale, con foto ed estratti video dal canale all-news omonimo. Per restare sempre aggiornati sui problemi che ci affliggono quotidianamente.</p>
<p>12. CNN &#8211; Siccome i problemi non sono solamente italiani, ecco un&#8217;altra fonte autorevole più internazionale. Dalla guerra del Golfo di vent&#8217;anni fa, il primo vero canale televisivo all-news è sempre il migliore anche via smartphone.</p>
<p>13. I-NIGMA &#8211; Quante volte capita di vedere nelle riviste più trendy quegli strani quadratini bianchi e neri chiamati QR Code? Spesso, anche in Italia. Secondo noi il lettore migliore per iPhone è questo, senza dubbi.</p>
<p>14. PAPER TOSS &#8211; Lavoro, lavoro, sempre lavoro. Ogni tanto bisogna staccare! Ecco l&#8217;app più stupida e appassionante: centrare i cestini con la carta appallottolata, ma virtualmente e con varie insidie che vi renderanno difficile la vita. Adatto a tutte le età.</p>
<p>15. CARTOONATIC &#8211; La qualità delle foto del nuovo iPhone 4S è paragonabile a quella di una fotocamera compatta, ma con questa app riuscirete a fare foto e video imbattibili per creatività e look: scegliete tra gli effetti che renderanno le immagini come fossero dei cartoon. Stupefacente!</p>
<p>16. 12 GIORNI &#8211; Quest&#8217;ultima è un&#8217;app a scadenza che Apple propone ogni anno. Dal 26 dicembre 2011 al 6 gennaio 2012 un regalo digitale ogni giorno: app, musica e giochi. Cos&#8217;avete da perdere?</p>
<p>Buone Feste! E che il 2012 sia un anno &#8220;2.0&#8243;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/169/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=169&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Marketing e social media. Il caso Facebook e le previsioni di investimenti per il 2012..</title>
		<link>http://movantia.wordpress.com/2011/12/19/marketing-e-social-media-il-caso-facebook/</link>
		<comments>http://movantia.wordpress.com/2011/12/19/marketing-e-social-media-il-caso-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[I social media si stanno affermando definitivamente, specie in tempo di crisi, come veri canali in grado di raggiungere obiettivi di marketing locale e globale, integrandosi nella strategia di marketing generale. Il loro utilizzo non è ancora codificato in modo preciso, perciò vige la regola delle best practice e di un&#8217;attenzione a una pianificazione strategica [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=150&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I social media si stanno affermando definitivamente, specie in tempo di crisi, come veri canali in grado di raggiungere obiettivi di marketing locale e globale, integrandosi nella strategia di marketing generale. Il loro utilizzo non è ancora codificato in modo preciso, perciò vige la regola delle <em>best practice</em> e di un&#8217;attenzione a una pianificazione strategica e operativa molto puntuale.<br />
Secondo l&#8217;indagine annuale condotta da Zoomerang, la maggioranza (68%) dei dirigenti aziendali aumenterà gli sforzi di marketing verso i social media nel 2012. Il valore che essi percepiscono sono:</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/smvalue.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-157" title="Social Media" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/smvalue.gif?w=594" alt=""   /></a></p>
<p>Ma ciò che conta è soprattutto come sviluppare una strategia social media. Prendiamo ad esempio Facebook, strumento senza costi apparenti di utilizzo popolato da quasi un miliardo di persone nel mondo. Si potrebbe presumere che i brand stiano sviluppando campagne lungimiranti, mentre invece sono finora per lo più entrati in una gara di popolarità per chi raccoglie più <em>&#8220;like&#8221;</em>. Nel 2012 è previsto un incremento di investimenti notevole:</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/smspesa.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-160" title="Social Media" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/smspesa.gif?w=594" alt=""   /></a></p>
<p>Fino a poco tempo fa il ritorno sugli investimenti si misurava solo per il numero di fan, mentre il valore ruoterà sempre più attorno al grado di discussione con essi. La sfida per i brand è nell&#8217;evolvere dall&#8217;essere semplicemente una società di prodotti verso il diventare una fonte di contenuti divertenti e utili. La misura reale del successo di Facebook è l&#8217;interazione. Insomma, i <em>like</em> non significano niente se la marca non riesce a raggiungere livelli di base di impegno da parte dei suoi fan, coinvolgendo gli amici in discussioni 1-to-1 oppure in eventi, in modo da costruire un&#8217;ampia comunità attorno al brand. Il primo step è coinvolgere i fan tramite <em>like</em> e commenti, ma serve continuare con un ulteriore step dove creare un&#8217;infrastruttura di comunicazione più forte, dove identificare e coinvolgere i fan più attivi, impegnati e influenti. Grazie alla collaborazione con questi individui ci sarà una creazione di valore reciproco. I brand debbono quindi imitare i comportamenti della condivisione umana, agendo come veri amici, secondo un modello di affinità.<br />
Sui social media il collegamento con la comunità influente richiede tempo e risorse, non una semplice apertura di pagina Facebook, di canale Twitter o YouTube. Uno dei modi migliori per coinvolgere i fan è quello di fornire loro un accesso esclusivo. Volete aprire il vostro ufficio per i fan? Dargi l&#8217;opportunità di studiare il vostro nuovo prodotto? Pensate a una strategia di collaborazione e il risultato verrà. Il passaparola è altrettanto importante. Combinate le due strategie, genererete esperienze online positive raccogliendo &#8220;amici&#8221; veri.</p>
<p><em>Lo staff Movantia</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/150/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=150&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Social Media</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Twitter negli eventi: qualche nota.</title>
		<link>http://movantia.wordpress.com/2011/12/19/twitter-negli-eventi-qualche-nota/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci nella location del nostro evento aziendale, con tanta gente che entra guardandosi attorno con molte aspettative. Tutti subito alla ricerca del desk ospitalità e di qualche indicazione logistica. Ora pensiamo a quando abbiamo lanciato l&#8217;evento, comunicando a tutti il &#8220;save the date&#8221; con le prime informazioni. Il sito, l&#8217;email che vi linka, forse qualche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=136&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci nella location del nostro evento aziendale, con tanta gente che entra guardandosi attorno con molte aspettative. Tutti subito alla ricerca del desk ospitalità e di qualche indicazione logistica. Ora pensiamo a quando abbiamo lanciato l&#8217;evento, comunicando a tutti il &#8220;save the date&#8221; con le prime informazioni. Il sito, l&#8217;email che vi linka, forse qualche annuncio media, sicuramente il desiderio di coinvolgere quelli che diventeranno i partecipanti. Prima, durante e dopo, le conversazioni si sommano, si moltiplicano, si accavallano. Ecco, immaginiamo di trovarci tra gli orchestrali prima di un concerto, quando ognuno prova il suo strumento. L&#8217;insieme dei diversi suoni fonde insieme le note senza dar loro una melodia. Lo stesso capita con le conversazioni, dove ci vuole un orecchio fino che individui quella da ascoltare, la più interessante e pertinente. Essendo molte di queste conversazioni anche digitali, occorre pianificare l&#8217;uso di strumenti come Twitter, un modo per incanalare i flussi informativi prima, durante e dopo l&#8217;evento. chiaramente le indicazioni su quali siano le più utili ai vari tipi di pubblici ospiti. Ben prima che l&#8217;evento abbia luogo, predisponiamo un &#8220;event hashtag&#8221;, che è l&#8217;abbreviazione Twitter dell&#8217;evento. Il World Economic Forum è ad esempio <a href="https://twitter.com/#wef" target="_blank">#WEF</a>.</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/twitterwef.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-141" title="Twitter" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/twitterwef.jpg?w=594" alt=""   /></a></p>
<p>Questo canale Twitter può essere utilizzato da chiunque, a partire dal lancio dell&#8217;evento fino a prescindere dal fatto che le persone siano effettivamente presenti durante l&#8217;evento, in modo che possano partecipare alle conversazioni che si inseriscono nel canale Twitter dedicatogli. I canali digitali servono alle persone per discutere di argomenti correlati all&#8217;evento, se ricorrente, tutto l&#8217;anno. Ovviamente vanno popolati di informazioni, non troppe ma neppure sporadiche, con citazioni degli speaker, statistiche e spunti interessanti e utili. Anche in Italia lo &#8220;tweeting&#8221; negli eventi sta prendendo piede, grazie agli smartphone e ai tablet, perché permette aggiornamento e dialogo. Nel caso di sessioni parallele, un flusso di tweet interessanti gestiti durante gli speech può spostare partecipanti da una sala all&#8217;altra, creando un effetto virale sui frammenti più interessanti, grazie alla funzione &#8220;re-tweet&#8221;. Avere il feed Twitter integrato in alcuni schermi o totem ben visibili agevola l&#8217;interesse e aumenta l&#8217;attenzione ai temi dell&#8217;evento.<br />
Nel sito dell&#8217;evento occorre includere il feed Twitter direttamente sulla home page, per leggere quello che dicono gli altri. Il valore di questi tweet è così prezioso che si potrebbe anche offrire benefit a coloro che tweetano di più. Ma ancora più importante è il fatto che Twitter aiuta a creare una trama narrativa che i partecipanti possono seguire, dando a tutti l&#8217;impressione di prender parte ad una grande conversazione. Questo aiuta il legame tra il pubblico e l&#8217;evento agevolando la socializzazione ben prima di incontrarsi di persona.</p>
<p>Il 2011 è stato l&#8217;anno di Twitter. Questo strumento molto simile agli Sms, che permette l&#8217;invio di brevi testi (massimo 140 caratteri spazi inclusi), inclusi link, foto e localizzazione, ha guadagnato la scena dei social networks anche per utilizzi business. Niente di comparabile in termini di numeri a Facebook o Linkedin, ma il suo stile molto &#8220;smart&#8221; ha catturato le persone che contano.</p>
<p><em>Lo staff Movantia</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/136/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=136&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I brand su Facebook, una ricerca.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 19:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
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		<description><![CDATA[I brand, nel tentativo di attirare l&#8217;attenzione sulle loro pagine Facebook, stanno hanno sperimentando applicazioni e aggiornamenti più coinvolgenti. Una ricerca condotta da Eyetrackshop ha evidenziato che i contenuti del &#8220;muro&#8221; attraggono più di altro l&#8217;attenzione dell&#8217;internauta. In media, le immagini più piccole del wall sono state guardate per l&#8217;85% del tempo, e la colonna [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=122&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/cokefb.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-123" title="cokeFB" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/cokefb.jpg?w=594" alt=""   /></a></p>
<p>I brand, nel tentativo di attirare l&#8217;attenzione sulle loro pagine Facebook, stanno hanno sperimentando applicazioni e aggiornamenti più coinvolgenti. Una ricerca condotta da <a href="http://eyetrackshop.com/" target="_blank">Eyetrackshop </a>ha evidenziato che i contenuti del &#8220;muro&#8221; attraggono più di altro l&#8217;attenzione dell&#8217;internauta. In media, le immagini più piccole del wall sono state guardate per l&#8217;85% del tempo, e la colonna &#8220;piace&#8221; solo il 58% del tempo. Il contenuto è perciò molto importante, mentre la foto del profilo non ha ottenuto molta attenzione: solo il 57% dei visitatori della pagina Coca-Cola, per esempio, ha visto anche la bottiglia, ma ci sono anche eccezioni come per  <a href="http://skittles.com/" target="_blank">Skittles</a>, dove l&#8217;immagine di un sacchetto di caramelle sul profilo è stato guardato dal 90% dei visitatori. In media, gli utenti sono rimasti sul wall 4,88 secondi, mentre nessun altro elemento ha tenuto viva l&#8217;attenzione per più di quattro secondi.</p>
<p><a href="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/persofb.jpg"><img class="alignnone  wp-image-128" title="persoFB" src="http://movantia.files.wordpress.com/2011/12/persofb.jpg?w=360&#038;h=225" alt="" width="360" height="225" /></a></p>
<p>Quando invece si parla di profili personali, il discorso è diverso. Su Facebook, la foto del profilo è la più osservata, mentre il ruolo lavorativo ha attirato di più l&#8217;attenzione degli utenti di LinkedIn. La gente adora anche guardare quelle piccole miniature di amici che suggeriscono i brand che preferiscono, e anche gli annunci pubblicitari a destra. E poi vince il contenuto sul wall più breve e visibile immediatamente, magari con foto e video. <a href="http://youtu.be/_WLuL9p09lQ" target="_blank">Ecco un video completo dello studio</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/movantia.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/movantia.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/movantia.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/movantia.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/movantia.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/movantia.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/movantia.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/movantia.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/movantia.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/movantia.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/movantia.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/movantia.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/movantia.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/movantia.wordpress.com/122/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=movantia.wordpress.com&amp;blog=25910695&amp;post=122&amp;subd=movantia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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